Contemporaneo territoriale: il sasso tranciato di recupero in un’abitazione di nuova concezione.

In Friuli Venezia Giulia il sasso di fiume, un materiale povero, ha prodotto un’architettura fatta di fortificazioni, borghi lastricati e antichi guadi.

Oggi, dove le facciate e i volumi sono rimasti intatti, i borghi con le loro strisce di case appoggiate l’un all’altra e impastate con i sassi di fiume, hanno ancora lo stesso profilo di quando, a partire dal IV secolo, i territori della Venetia et Histria passarono sotto la giurisdizione ecclesiastica dei Patriarchi di Aquileia.

Simbolo dell’identità locale e di un universo in cui i ritmi e le costruzioni umane si accordavano a quelli della natura, i claps non sono, però solo gli elementi costitutivi di un’esposizione en plein air da ammirare nostalgici.

Grazie alla loro resistenza e longevità, dove gli eventi hanno rovinato la forma archetipica delle strutture, i sassi vengono recuperati per diventare i tasselli di quella che in gergo si chiama “cuci e scuci”, ossia la sostituzione localizzata di pietre deteriorate che riportano a nuova vita le facciate di antichi casali oppure diventano il trade d’union tra territorio e nuove architetture dell’abitare.

Ritenere il sasso tranciato adatto solo a ristrutturazioni o case classiche è riduttivo: questo rivestimento garantisce un risultato estetico di grande effetto e armonia anche quando viene abbinato a materiali e geometrie estremamente moderni. E la nostra realizzazione lo dimostra al meglio.

Utilizzato per uno scenografico setto in muratura che domina la facciata principale, il sasso di recupero con faccia tranciata a vista spezza il volume dell’edificio e con la sua matericità contrasta il minimalismo formale che caratterizza l’abitazione.

Significativo è anche il contributo cromatico di questa muratura in pietra che scalda i toni grigi utilizzati nei rivestimenti verticali e nella pavimentazione esterna, pur rimanendo perfettamente in nuance.

Un risultato così sartoriale è reso possibile dalla selezione a monte degli elementi di recupero, che in questo caso hanno uno spessore finito di diciotto centimetri, e dall’ulteriore lavorazione eseguita in fase di posa per sagomare e collocare ogni singolo elemento là dove più valorizza sia la muratura che il risultato d’assieme.

Oltre al valore estetico, il sasso tranciato di recupero ha tre altre ineguagliabile qualità: è naturale, totalmente ecosostenibile e identitario.

In un momento storico delicato dal punto di vista ambientale e climatico, avere nella propria casa pietre locali di oltre cent’anni significa migliorare la propria qualità di vita con tutti i pregi del materiale lapideo in termini di salubrità e collaborare alla tutela e al futuro del nostro pianeta.

Ma significa anche riscoprire, rinnovare e valorizzare il contributo originale di quest’area all’architettura, inserendolo in un contesto attuale attraverso il suo elemento più caratteristico: i ciottoli raccolti nelle grave del Tagliamento, del Cellina e del Meduna – di recupero e non - utilizzabili "al pieno" quindi interi o con la superficie a vista tranciata, per realizzare rivestimenti interni ed esterni che accontentano anche chi vuole un muro di sasso di fiume, senza avere spessori troppo importanti.

Se volete un’abitazione concretamente connessa con la natura e il territorio circostante venite a trovarci in showroom: potrete vedere dal vivo le tante possibilità cromatiche e di posa che consente questo materiale e vi accompagneremo fino alla scelta più adatta ad interpretare il vostro spazio e il vostro stile.