Le pietre del Friuli Venezia Giulia: storie di territorio e di uomini tra architettura, tradizione e leggende. [parte 2]

La prima parte di questo viaggio nella pietra locale si era conclusa con la promessa di andar per castelli e allora entriamo subito nella storia di un imponente maniero neo-gotico immerso tra le montagne che simbolizza l’intraprendenza dell’imprenditoria e racconta anche qualcosa di noi: il Castello Ceconi di Pielungo in Val d’Arzino.

Situato nella foresta Ceconi, questo maniero sui generis non risale all’epoca medievale, ma alla fine dell'800 ed è l’ultima realizzazione di un visionario costruttore di ferrovie e strade che, pur avendo umili origini, fu tanto apprezzato dalla monarchia austro ungarica da ricevere prima il titolo di nobile dall'Imperatore Francesco Giuseppe I e poi quello di conte da re Umberto I. È proprio questa seconda onorificenza a dare l’avvio alla trasformazione della casa natale di Giacomo Ceconi in un castello: una tradizione secolare richiedeva che l’aristocrazia della Corona d'Italia risiedesse in dimore con le caratteristiche e le proporzioni di un maniero.

Con uno stile molto personale Ceconi crea un castello delle fiabe dove lo stile neogotico assume venature liberty e si mescola in armonia con elementi medioevali e rinascimentali tutt’ora evidenti, nonostante le vicissitudini della Storia e le distruzioni subite, incluse quelle causate dal drammatico sisma del 1976.

Per visitarlo si deve superare il cancello in ferro battuto, opera del maestro udinese Alberto Calligaris e percorrere un lungo viale d’ingresso in pietra che invece abbiamo ristrutturato noi utilizzando il Bindero Col Martin Anticato, posato a secco su puntina, senza utilizzo di colle o cementi. Realizzato attraverso un’accurata lavorazione, questo tipo di formato a parallelepipedo dall’aspetto materico e vissuto si armonizza perfettamente al contesto storico valorizzando sia gli esterni ambrati del castello sia l’originale prato dai gradoni in pietra che un tempo delimitavano i frutteti.

Per vedere un maniero medievale, andate invece al Castello di Arcano che si trova nell’omonima località in provincia di Udine ed è tra quelli meglio conservati.

Risalente al XII secolo e circondato da tre ordini di mura con merli quadrati che indicavano l’orientamento filo-papale degli Arcano, il complesso è composto dal castello vero e proprio e da una serie di edifici ausiliari. Tra questi vi segnaliamo la chiesetta gentilizia dedicata alla Madonna della Neve che si trova accanto all’unico ingresso, rappresentato dalla torre scudata davanti alla quale, un tempo, esisteva un fossato d’acqua che veniva attraversato grazie ad un ponte levatoio.Una scalinata in pietra conduce alla corte interna del maniero e da qui agli interni: si narra che le pregevoli rifiniture in marmo delle porte al piano superiore siano state sovvenzionate con la dote che Francesco d’Arcano ereditò dalla moglie - la Contessa Todeschina di Prampero – dopo averla uccisa e murata nel castello proprio per non perdere la sua ricchezza. Quella tra Francesco e Todeschina non è però solo una faccenda di avidità, è una storia di passione, gelosia e personalità ribelli che diventa leggenda e dovete assolutamente farvi raccontare durante la visita.

Altrettanto bello, ma di orientamento filo-imperiale, come indicano le sue due torri quadrangolari un tempo merlate, è il castello di Cassacco che nei secoli venne conteso da molte casate feudali. La sua architettura, la facciata e gli edifici sono molto interessanti per la fisionomia autenticamente castellana, ma lo è ancora di più la presenza di alcuni reperti lapidei in pietra d’Istria risalenti all’epoca romana che i proprietari del maniero integrarono nella struttura originaria facendoli arrivare fino a noi.

Chiudiamo il cerchio di questo secondo viaggio nella pietra locale a Trieste, ricollegandoci agli Asburgo con il Castello di Miramare che l’Arciduca Massimiliano fece costruire sul promontorio di Grignano, per viverci con l’amata consorte, Carlotta del Belgio, lontano dai fasti di Vienna.

 

Progettato da Carl Junker secondo lo stile eclettico dell’epoca che si rispecchia negli archi a tutto tondo e nella verticalità delle linee neogotiche, il maniero è realizzato in pietra bianca di Orsera, una cava Istriana. Il candore luminoso del castello, che si staglia sullo sperone carsico a picco sul mare, contrasta con la favola nera dei due innamorati: la sfortunata coppia non riuscirà mai ad abitarci dando adito alle varie leggende e maledizioni che avvolgono il Castello di Miramare e contribuendo a farne un luogo in cui s’intrecciano storia e natura, architettura e folclore.

Se vi ha incuriosito questo approccio lapideo alla nostra regione, vi consigliamo l’affascinate percorso geo-paleontologico presente nel sito Itinerari Triestini ideato dal Comune del capoluogo friulano.

Se invece desiderate portare la materia e la storia del Friuli Venezia Giulia nella vostra quotidianità, venite a trovarci nel nostro show-room: saremo felici di vestire le vostre case e i vostri spazi esterni con la qualità, la tradizione e la pietra del nostro ricchissimo territorio.