Tegole in pietra: una tradizione rinnovata per proteggere le nostre case dagli eventi atmosferici rispettando l’ambiente.

Secondo l’analisi effettuata della Coldiretti sulla base dei dati dell’European Severe Weather Database (Eswd) nel nord Italia questo agosto, tra nubifragi, alluvioni, trombe d’aria, grandinate e ondate di calore, gli eventi estremi verificatisi nel 2021 erano oltre 1200, con un aumento del 56% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Consapevoli che le attività antropiche sono determinanti nel cambiamento climatico in corso, ognuno di noi può e deve affrontarlo sia contenendone gli effetti negativi sia cercando di ridurne le cause anche attraverso scelte ponderate dei materiali utilizzati per gli elementi costitutivi dei nostri spazi abitativi, a partire dal tetto.

Primo fronte di opposizione agli eventi atmosferici il tetto e in particolare le tegole possono infatti: preservare lo spazio interno sottostante; opporre resistenza alle sollecitazioni date da grandine e vento, ridurre la dispersione termica a vantaggio nostro e del Pianeta.

Per farlo devono avere materiali di qualità che si armonizzano con il clima del territorio in cui si trova l’abitazione, hanno un lungo ciclo di vita e un basso costo ambientale. Tra i diversi materiali in commercio, il rivestimento tegolare in pietra naturale è il più antico in assoluto ed è l’unico che tutt’oggi garantisce funzionalità, resistenza, durata, sostenibilità ed estetica, generando l’equilibrio virtuoso tra contenimento e mitigazione del rischio idrogeologico.

Vediamo perché analizzando le tipologie lapidee più adatte a chi, come noi, abita nel nord Italia: ardesia, serpentino, pietra Lissinia e Pietra di Luserna.

Materiale di rivestimento nobile ed elegante, l’ardesia o lavagna, come era chiamata anticamente, è una roccia metamorfica di origini sedimentarie dal colore nero tendente al grigio che si presta ad essere tagliata in lamine sottilissime. I principali giacimenti si trovano nell'area del Tigullio che pare debba il suo nome proprio alla produzione di lastre di ardesia che in latino si dicono “tigule”. Indeformabile, impermeabile e poco geliva questa pietra consente coperture estetiche e incomparabilmente durevoli con una manutenzione minima.

Arriva invece dalla Valtellina il serpentino, pietra dal tipico e raffinato colore verdegrigio scuro che per le coperture viene lavorata prevalentemente a spacco in lastre di vario spessore, anche molto sottili, garantendo una notevole resistenza statica e una confortevole inerzia termica. Questo significa che il rivestimento sarà a prova di qualsiasi evento atmosferico in termini di stabilità, isolamento e usura.

Chi ama tonalità chiare a pari requisiti può invece fare riferimento alla pietra della Lessinia o di Prun: una roccia calcareo-marnosa che si estrae sul gruppo montuoso delle Prealpi venete. Con le sue colorazioni comprese tra il rossastro-roseo e il bianco-grigiastro questa pietra si presenta in cava a strati di spessore variabile separati da veli argillosi. Lo strato numero 53 si chiama “laste da coèrti “cioè destinate ai tetti, ha uno spessore di 7 cm e un costo ambientale minimo perché è praticamente già in natura un prodotto finito.

Forte, audace e compatta è infine la pietra di Luserna che ha una peculiare colorazione grigio tenue con venature che possono orientarla verso il verde-blu o il dorato e proviene da cave presenti fra la Val Pellice e la Valle Po, in provincia di Torino e Cuneo. Le tegole in Luserna si chiamano “lose” e si prestano a formati a spacco naturali di grande dimensione con spessori particolarmente contenuti molto adatti a coperture materiche e di design che non rinunciano all’ecosostenibilità.

Come avrete capito l’armonia tra le pietre naturali e il territorio di provenienza le rendono da sempre il materiale più adatto a gestire le sue peculiarità climatiche, anche quando sono estreme, senza perdere unicità ed estetica.  

A questi vantaggi si aggiunge il fattore fondamentale: la pietra vera è un materiale ecologicamente perfetto non solo per la sua durata, ma anche perché è riciclabile, totalmente naturale e ha un ciclo produttivo molto meno impattante in termini energetici rispetto ai materiali artificiali.

Certamente la qualità e la posa della pietra vera richiedono un badget diverso rispetto ai rivestimenti artificiali, ma se consideriamo che un tetto in ardesia può facilmente superare i cento anni con una manutenzione minima, si tratta di un investimento ampiamente recuperabile nel tempo e che soprattutto può contribuire a preservare il nostro Pianeta per le generazioni future.

Approfittate del bonus casa al 50% che fino alla fine dell’anno comprende anche le coperture e non perdete l’opportunità di avere un tetto di pregio che protegge la vostra casa e l’ambiente!